lunedì 27 febbraio 2017

LA MIA SPONGE CAKE PER IL CLUB DEL 27


Con tutta che qui non succede mai niente, se solo dovessi tenere un diario della mia vita quotidiana a Singapore, riempirei pagine e pagine, ogni giorno. E avrei materiale per rimpinzare questo blog di ogni ben di Dio, visto che davvero sono finita all'altro mondo e non c'e' minuto che non si trasformi in un'avventura, nel tentativo  di assimilare usi e costumi troppo diversi dai miei. Anche le pratiche piu' semplici e piu' basiche, qui, diventano un affare di stato (e mai come in questo caso, lo Stato sono io, visto che sono costantemente da sola. Il che significa non aver testimoni, e questo, ve l'assicuro, e' la parte migliore di qualsiasi figura di mierda) 
Anyway, la cosa piu' complicata delle incombenze quotidiane, qui, e' fare la spesa. 
Perche', come recitano tutti i discorsetti di benvenuto ai nuovi arrivati, scordatevi di trovare tutto in un unico posto. Ne' fatevi ingannare da questi supermercati senza fine, che promettono il di tutto e il di piu', perche' il trucco e' sempre in agguato. Dipende solo da dove lo trovate, se al momento del conto o al momento della cottura- ma tranquilli che la fregatura c'e'. 
Neanche e' sufficiente avere una mappa di tutti i prodotti, regolata dall'eternamente valido parametro del rapporto qualita'- prezzo: perche' la difficolta' successiva e' il problema delle scorte, che qui all'Equatore non sono altro che un invito al banchetto di tutto il pianeta vivente che alberga nei nostri tubi di scarico e che gia' si da' appuntamento in massa sulla briciola che e' sfuggita all'ispezione notturna, figuriamoci nei pacchi di pasta o di farina che non vengono consumati nell'immediato. 
Progettare una cena, quindi, e' una faccenda complicata, che puo' durare anche giorni, specie se decidi di preparare una determinata ricetta: a mo' di esempio, per fare una zuppa di piselli coi germogli devo andare a Little India per le patate, nel supermercato cinese per i germogli e in un supermecato di un'altra catena che e' l'unico che abbia tutti i giorni i piselli surgelati. Sperando di trovare nel frattempo il latte, gli scalogni, la pancetta and so on. Quandi vivevo in centro, erano tre ore buone, ora che vivo nella giungla andiamo al food court di fronte che ce la caviamo comunque con meno. 


Data la premessa, risolvere il seguente problema- ossia come farcire una Sponge Cake per Il Club del 27, pianifcando la spesa in tre giorni. 
L'idea l'avevo e proveniva da uno dei negozietti che ho sotto casa, una specie di cafeteria fighetta, con le scritte in gesso sulle lavagne e le mega torte sotto le alzatine a campana, dove siamo andate a fare colazione con la creatura, l'ultimo giorno della sua permanenza qui. La mia scelta e' sfortunatamente caduta su una sponge cake farcita con i pop corn al caramello salato, che da lontano sembrava la Madre di Tutte le Porcate (e' il primo dei miei criteri di scelta nei menu) e da vicino si e' rivelato cosi.



"Questa e' Pop Art, altro che Pop Corn", ho detto, spingendo via il piatto. 
Pero', tant'e', la lampadina si era accesa. E quando e' uscito il Tema del Mese da rifare, non ho avuto dubbi. "Faccio la Caramel Pop Corn Sponge Cake, che intanto lo zucchero celo, la panna celo, il burro celo... 
Mancano i pop corn, ma cosa vuoi che sia trovarli a Singapore?
E cosi, venerdi scorso, approfittando di un marito in buona, si devia al supermercato dopo la cena, giusto per prendere due mango e i pop corn. 
Dopo mezz'ora, i due mango c'erano, dei pop corn nemmeno l'ombra. 
O meglio: c'erano alla fragola, alla curcuma, al pesce secco, al dente di drago, al nido di uccello, ma due cavolo di pop corn da fare al microonde o, al limite, salati, niente. 
Oltretutto, siccome qui son gentili, per indole e per contratto, la faccenda stava assumendo contorni imbarazzanti, coi commessi che si scusavano a mani giunte, altri che ravanavano fra gli scaffali, altri ancora che cercavano sul monitor del magazzino dove mai fossero finiti sti belin di pop corn.
 Alla fine, l'illuminazione: sono al piano sottoterra, nello scaffale n. 5
E a quel punto, si abbassano le luci: perche' e' giunta mezzanotte e il supermercato chiude. 
Ma quell'impavido cavaliere che e' mio marito, decide che nn si puo' abbandonare una donzella in ambasce. E cosi, dopo avermi mollato i sue 2 quintali netti di inutilita' stivati nel suo carrellino della spesa,  decide di andare alla ricerca del tesssoro. 
E torna, con 'sta roba qui


I dixie ai piselli.
Che qui da noi si chiamano pure Miaw Miaw.
Poi uno potrebbe pensare che io non sia una donna fortunata...


Ok, rifo.
Niente pop corn, niente caramello salato
Ricominciamo il check del frigo: zucchero celo, panna celo, burro celo, uova celo, olio di cocco celo (adesso, grazie doc!), salsa di pomodoro celo, ma non serve, vaniglia celo, rum celo, oreo celo....
Oreo.
Ecco la parola magica, l'Archetipo di tutte le Porcate, la Madre di ogni perversione, il Kamasutra di tutte le posizioni in cui li mangi (secondi solo alle rotelle di liquerizia dell'Haribo, ma questo e' un altro capitolo). E, a questo punto, tanto valeva osare fino in fondo, sul fronte della faccia come il c.. spudoratezza: faccio il burro vegano agli Oreo.




I burri veg sono una dele ultime frontiere della cucina fresh and light che va di moda al piano di sotto, in quell'Australia che quanto a divulgare le mode in tema di cibo non e' seconda a nessuno. Il crudismo sta un po' scemando, lascianodo spazio alla "pasticceria salutista", tutta coalizzata contro il nemico pubblico numero 1, vale a dire lo zucchero.
 Il saccarosio uber alles, ma anche gli altri non e' che siano tanto bem messi, sia chiaro. Il principio come al solito e' sacrosanto (lo zucchero e' come il sale, e' piu' quello che ingerisci senza accorgertenen che quello che vedi, quindi limita quello che vedi), poi , altrettanto come al solito, ci sono tutte le derive. 
Fra cui quella assolutamente sublime della tipa che ha inventato l'Oreo VEG Butter. 
Decidendo in un colpo solo che
1. gli Oreo sono Vegani
2. gli Oreo sono Etici
3. gli Oreo fanno bene alla salute
basta solo frullarli con un po' di olio di cocco. 
Datemi un po' l'indirizzo dell'Accademia di Stoccolma, che finche' non la segnalo per il Nobel non mi do pace

Quindi, a farla breve, decido che la mia Sponge dovra' essere farcita con il burro agli Oreo, dentro e fuori- e rivestita poi con un bel frosting alla vaniglia (visto che la panna celo, la vaniglia pure), in modo da insistere ancora di piu' sul motivo ispiratore. 

Da qui in poi, la faccio breve
Al mattino della domenica, dopo che ho montato i il burro con lo zucchero e inserito i tuorli, mi accorgo che non ho piu' la farina. Alla fine, trovo un avanzo di autolievitante, che non va bene per questo dolce ma e' sempre meglio della Bread flour, della Wholemeal Flour, della Hong Kong Folur, della Spelt Flour, della Tapioca flour, della rice Flour, della Potato Starch e buon ultima della Caputo rossa-che-guai-a-chi-la-tocca. 

al pomeriggio della domenica, dopo che ho farcito la torta, realizzo che il burro agli oreo non mi bastera' mai per fare quello che ho in mente. Ergo, scendo, girovago per il quartiere, vado dal benzinaio con annesso 7Eleven, compro tutti gli oreo che trovo e gia' che ci sono anche i bastoncini per la decorazione e torno a casa. In mezzo, mi becco il piu' tropicale degli acquazzoni, ma questo e' un dettaglio. 

Rifaccio il burro agli oreo, farcisco la torta, la metto in frigo per assestars e inizio a fare il frosting. 
Per accorgermi che, nel frattempo, mi si e' irrancidita la panna....


OREO VEG BUTTER SPONGE CAKE

Oggi diamo inizio ad un'altra iniziativa targata MTC, Il Club del 27: rinvio al sito per tutti i ragguagli (tanto, li ho scritti io, sapete con chi prendervela comunque), mentre qui mi limito a dire che se cercavo delle motivazioni per tornare a pubblicare, questa potrebbe essere validissima. Ho lasciato il mio blog 4 anni fa, credendo che il disagio che provavo dipendesse da motivi personali, mentre in realta' era il sintomo di un rifiuto che oggi e' piu' consapevole, di tutto quello che e' diventato il parlare di cibo in questi anni, in tv, sulle riviste, sul web. Manca quell'aspetto di "verita'", di naturalezza, di spontaneita' che era poi quello che mi aveva tirata dentro a questa avventura sul web e che vorrei che recuperassimo, assieme alle altre 56 amiche che hanno deciso di iniziare questo nuovo progetto. L'MTC e' la fonte dell'ispirazione, con quei Temi del Mese che sono un altro esempio di quel bel tempo andato che vorremmo ritornasse e se abbiamo deciso di cominciare con le torte a strati non e' solo per il forte aggancio con la ricetta della sfida (sono entrambe un patrimonio della cucina degli Stati del Sud) ma perche' vogliamo inizaire in un clima di festa, a cui do il mio contributo con questa torta


banner fighissimo di Francesca Carloni


per la base
per la farcia
2 pacchetti di oreo
1/2 cup di olio di cocco
tanta pazienza
per la glassa esterna

per l'Oreo Butter
Il segreto e' solo frullare tanto gli Oreo, prima da soli e poi con l'olio di cocco. Vanno messi interi nel frullatore, con crema e tutto- e poi azionate per 3 minuti (180 secondi, meglio 181 che 179). Aggiungete poi l'olio di cocco e frullate per altri 5 minuti (300 secondi, meglio 301 che 299), fermandovi ogni minuto per raccogliere le briciole che si depositeranno sui bordi del frullatore. 

L'olio di cocco a temperatura ambiente e' solido. Si sciogliera' con il calore delle lame, ma poi tornera' a rassodare. 
Questa per me e' pura teoria, perche' l'olio di cocco si scioglie a 24 gradi. Qui ne ho 33 costanti, per cui il mio e' sempre liquido. Di cosenguenza, per farlo rassodare ho dovuto ricorrere al frigorigero: tuttavia, il frigo serve solo per la decorazione fnale, per evitare di portarsi dietro tracce di roba nera anche in superficie. Per consumarlo, temperatura ambiente, perche' la consistenza deve essere cremosa. 
Proprio perche' frullati fino all'anima, gli Oreo perdono del tutto la loro consistenza, gia' prima dell'inserimento dell'olio di cocco: considerate anche che si frullano con la loro farcitura, per cui vi resta una crema piuttosto morbida. il resto lo fa l'olio. 
Inutile dirvi che e' una porcata mai vista- anche perche' prima o poi in argomento ci torno :)